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Ravenna nella letteratura di tutti i tempi

La città del mosaico, tanto amata dagli scrittori del passato

Scopriamo la città di Ravenna con un itinerario attraverso le grandi opere della storia della letteratura.

Ravenna è una città antica e che ha affascinato viaggiatori e letterati lungo tutto il corso della sua storia.

Così come affascina i visitatori odierni, nei secoli si sono susseguiti racconti e narrazioni da parte di personaggi più o meno famosi.

La città appare nominata, direttamente o indirettamente, in tante opere della letteratura italiana e non solo, dai primi secoli prima di Cristo fino ad arrivare agli anni recenti.

Ecco un piccolo excursus che può accompagnare il visitatore contemporaneo alla scoperta della città:

 

Vitruvio

 “L'ontano, che fuori dalla terra non può durare che poco, posto sott'acqua dura per sempre (...). Si può osservare ciò soprattutto a Ravenna dove tutti gli edifici hanno sotto le fondamenta pali di quel genere (…).”

Vitruvio (80 a.C. circa - 15 a.C. circa), De Architectura

 

Marziale

“Non è meno gustoso dell'asparagio di Ravenna, quello selvatico: più sottile, ma non più vile.”

Marziale (40 d.C - 104 d.C. circa), Epigrammi

 

Dante Alighieri

“Ravenna sta come stata è molt'anni:
l'aguglia da Polenta la si cova,
sì che Cervia ricuopre co' suoi vanni.”

Dante Alighieri, Inferno, Canto XXVII

 

Boccaccio

“Ravenna fummi albergo nel mio esiglio:
ed ella ha il corpo, l'alma ha il sommo Padre,
presso a cui l'invidia non vince consiglio.”

Giovanni Boccaccio (1313 - 1375), Ultimo Rifugio

 

François-René De Chateabriand

“... J'ai traversé Imola, éveché de Pie VII, et Faenza.
A Forli je me suis détourné de ma route pour visiter
à Ravenne le tombeau de Dante.”

François-René De Chateabriand (1768 - 1848), RAVENNE, 1 ER OCTOBRE 1828

 

Henry James

“[...] Di Ravenna comunque non ho che da sorridere, di un sorriso grave, meditabondo, filosofico, mi affretto a precisare, così come conviene alla dignità storica, per non parlare della tristezza mortale e solatia del luogo. [...]”
Continua a leggere

Henry James, Ore italiane. Milano, Garzanti, 1984.

 

Gabriele D'Annunzio

“Ravenna, glauca notte rutilante d'oro,
sepolcro di violenti custodito
da terribili sguardi,
cupa carena. “

Gabriele D’Annunzio (1863 - 1938), Laudi

 

Pier Paolo Pasolini

“Vissuti nell'aria desertica dei Parsi
quasi che qui
nella cara domestica Ravenna,
vagassero scimmie, gridassero avvoltoi, nella pace
delle loro bestiali, incomprensibili, incerte
volontà,
nella malinconia anteriore a ogni razza.”

Pier Paolo Pasolini (1922 - 1975), Il caffè

 

Vi aspettiamo a Ravenna, per immergervi nelle atmosfere letterarie e passeggiare nelle chiese e nelle strade ricche di storia e fascino.

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